Intervenire troppo tardi in inverno nei confronti delle processionarie mette in pericolo la fauna che sottovalutiamo
© Lakasetta.it - Intervenire troppo tardi in inverno nei confronti delle processionarie mette in pericolo la fauna che sottovalutiamo

Intervenire troppo tardi in inverno nei confronti delle processionarie mette in pericolo la fauna che sottovalutiamo

User avatar placeholder
- 30 Gennaio 2026

Fili d'erba secchi che scricchiolano sotto le scarpe, un cane che si ferma curioso ai piedi di un pino, il silenzio d'inverno in un parco che sembra vuoto. Nessun segno evidente, finché lo sguardo non scorge tra i rami un bozzolo bianco come cotone. È facile lasciarsi distrarre dal torpore della stagione fredda, ma proprio ora si decide il destino degli animali che vivono accanto a noi: spesso, troppo tardi ce ne accorgiamo.

Quando la minaccia avanza senza rumore

Un mattino di gennaio, la luce filtra attraverso gli aghi dei pini e illumina cespugli di nidi bianchi, appesi come ornamenti dimenticati dall’autunno. Sono i segni silenziosi della processionaria del pino, un insetto che passa inosservato fino al giorno in cui troppo tardi ci si rende conto del pericolo.

I peli urticanti delle larve sono invisibili, eppure letali per la pelle e le mucose. I primi a rischiare sono i cani: inseguono odori, esplorano l’erba, afferrano senza esitazione ciò che trovano. Quasi sempre, l’intossicazione comincia con un semplice contatto: un muso vicino al terreno, una leccata curiosa. La lingua si gonfia, le labbra si infiammano, a volte la necrosi comincia prima ancora che ci si renda conto di cosa sia successo.

Le conseguenze di una distrazione

Sull’asfalto umido davanti a una pineta, le orme fangose di un cane tracciano una strada comune: basta poco, un bozzolo rotto, una larva scesa dal tronco. Per chi accompagna animali nei parchi o nelle aree verdi, è facile pensare che il pericolo arriverà con la primavera. E invece, il periodo più critico per la prevenzione è proprio l’inverno, tra gennaio e febbraio, quando i nidi sono ben visibili.

Solo intervenendo ora si può evitare che la discesa delle larve diffonda i peli urticanti nell’ambiente. Il tempo, spesso, scorre senza che nessuno segnali quei bozzoli, senza che si installino trappole o si proteggano gli spazi frequentati dagli animali.

Prevenzione: una semplice attenzione può fare la differenza

Un gesto concreto può cambiare tutto: segnalare un nido alle autorità locali, evitare di piantare pini vicino alle aree di passeggio, sistemare trappole alla base degli alberi. L’azione deve essere anticipata, perché una volta che le processionarie toccano terra, i rischi aumentano per tutti.

Solo la rapidità e la diffusione delle informazioni possono limitare danni spesso irreversibili. Ogni anno, la maggioranza degli incidenti riguarda cani, ma i gatti e perfino le persone restano vulnerabili: reazioni gravi, allergie, danni permanenti. Ogni minuto può segnare la differenza tra una pronta guarigione e problemi che lasciano il segno.

Cosa succede quando si agisce troppo tardi

Gli episodi raccontati nei reparti veterinari lo confermano: padroni spaesati, animali in difficoltà, agitazione e rimpianto. Spesso, la reazione è chiamare aiuto solo dopo che i sintomi gravi sono già comparsi. Si rincorre allora il tempo, si sciacqua la bocca dell’animale nella speranza di diluire il veleno, si corre in ambulatorio.

Ma la prevenzione vera sta nelle settimane che precedono l’emergenza, in quelle passeggiate d’inverno in cui i nidi sono lì, basterebbe solo vederli e agire.

Un inverno che conta più di quanto sembri

L’apparente quiete dei mesi freddi nasconde quindi una sfida sottile: proteggere la fauna domestica―e gli equilibri di tutto l’ambiente―inizia proprio mentre i più sono tentati di rimandare. La processionaria lavora nel silenzio, ma le sue conseguenze sono concrete, dolorose, tangibili.

Agire prima che sia urgente, osservare il paesaggio con un’attenzione nuova e consapevole, ora, fa davvero la differenza. Mentre la stagione promette ancora tranquillità, preparare la prevenzione è già un segno di cura verso chi ci segue ogni giorno, tra i pini e i sentieri del nostro paese.

Image placeholder

Appassionata di scrittura e di storie, ho 42 anni e mi diletta come giornalista amatoriale, esplorando temi di attualità e cultura con curiosità e entusiasmo.