Il riscaldamento a legna causa 8600 morti premature, una realtà che molti ignorano ancora
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Il riscaldamento a legna causa 8600 morti premature, una realtà che molti ignorano ancora

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- 29 Gennaio 2026

Accade spesso, quando la sera scende e il freddo si fa sentire, di percepire quel tipico odore di legna bruciata nell’aria. Una sensazione di casa, di calore familiare, che sembra rassicurante, specialmente all’arrivo dell’inverno. Eppure dietro questo aroma antico si cela una realtà meno conosciuta, una questione che coinvolge la salute e che le rilevazioni più recenti stanno finalmente portando alla luce.

Il fascino discreto del camino e le sue ombre

Le immagini della legna che arde ricordano momenti di vita tranquilla, ma pochi sospettano che proprio da qui provengano la maggior parte delle particelle sottili che si disperdono nei nostri quartieri. Negli Stati Uniti, solo il 2% delle abitazioni usa regolarmente il riscaldamento a legna, eppure questa scelta produce il 95% delle particelle sottili generate dai sistemi di riscaldamento domestico.

Gli esperti hanno calcolato che circa il 20% dei decessi dovuti a queste particelle può essere collegato al riscaldamento a legna. Un dato che sorprende e che modifica la visione romantica del fuoco domestico, per molti ancora simbolo di benessere.

Effetti sulla salute difficili da vedere a occhio nudo

Ogni respirazione porta con sé minuscole particelle che restano sospese nell’aria dopo la combustione della legna. Chi vive nei dintorni di case con camini accessi respira inconsapevolmente questi residui, che nel tempo possono accumularsi nei polmoni.

Medici e ricercatori segnalano il legame con malattie respiratorie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Nei mesi freddi, le crisi di BPCO tendono ad aumentare, in particolare nelle zone maggiormente esposte a queste emissioni. Anche chi non ha mai fumato può sviluppare problemi respiratori se esposto a lungo.

Uno sguardo oltre il focolare: numeri che inquietano

Si fa fatica a credere che questa fonte tradizionale di calore sia associata ogni anno a 8600 decessi prematuri negli Stati Uniti. Un bilancio che supera quello attribuito ad altri tipi di inquinamento come quello stradale in aree come il Québec, dove le restrizioni stanno diventando più frequenti.

Stime recenti pubblicate dagli enti sanitari mostrano che la riduzione dell’uso del riscaldamento a legna avrebbe effetti immediati: fino al 30% di particelle sottili in meno nell’aria delle città più toccate. Le autorità sanitarie considerano sempre più necessario comparare i reali rischi della combustione della legna rispetto ad altre fonti di riscaldamento.

Dibattiti e nuove regole nelle aree urbane

Le amministrazioni comunali di alcune grandi città hanno avviato campagne informative e limitazioni ai camini tradizionali, soprattutto quando si verificano episodi di smog. In certe aree l’utilizzo dei vecchi caminetti è proibito nei giorni di maggior inquinamento atmosferico, mentre altrove si invitano i cittadini a scegliere sistemi alternativi.

Anche se il riscaldamento a legna resta un simbolo radicato nella cultura di molte famiglie, cresce la consapevolezza che la scelta individuale può avere effetti non solo all’interno delle mura domestiche, ma anche sulla salute delle persone che vivono intorno.

Una percezione in trasformazione

Il calore della legna resta un ricordo presente per molti, ma i numeri portano ad osservare la questione con occhi differenti. Gestire la qualità dell’aria non riguarda solo chi utilizza il camino, ma l’intera comunità. La discussione pubblica sui rischi correlati è ormai avviata e nuove valutazioni scientifiche stanno cambiando prassi amministrative e sanitarie. Così, dietro la semplice scelta di accendere un fuoco, si nasconde oggi una riflessione collettiva sull’aria che tutti respiriamo.

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Appassionata di scrittura e di storie, ho 42 anni e mi diletta come giornalista amatoriale, esplorando temi di attualità e cultura con curiosità e entusiasmo.