Questo sandalo romano dimenticato da 2.000 anni rivela una storia sorprendente e ignorata
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Questo sandalo romano dimenticato da 2.000 anni rivela una storia sorprendente e ignorata

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- 26 Gennaio 2026

Un pozzo ombroso, la pietra umida sotto le dita: mani che frugano nella terra morbida, cercando qualcosa, forse solo il fondo, senza mai sapere cosa si cela oltre il buio. In una di queste mattine senza tempo, un oggetto sfiora la luce, portando con sé tracce di una vita passata e la promessa di un racconto rimasto sospeso, dal sapore antico e quasi familiare.

Un frammento di vita emerso dal fondo

All'inizio sembra solo una forma scura nel fango, sagoma distinta fra l'acqua stagnante e le pareti fredde del pozzo. Chi assiste al recupero sente l'odore della terra bagnata e resta in silenzio: nella mano guantata compare una sandalo romano, rimasto nascosto per duemila anni sotto Lugo de Llanera, nel cuore di quello che fu Lucus Asturum. In questa piccola località spagnola, un tempo viva di traffici e messaggi, poche tracce rimandano alla presenza dell'Impero Romano, se non nei dettagli invisibili che affiorano tra mattone e radici.

La pazienza della conservazione

L’ambiente del pozzo ha difeso materiali organici solitamente effimeri: dove l’ossigeno non arriva, il cuoio resta immobile, quasi intatto. Gli archeologi osservano le decorazioni complesse incise nella pelle, disegni di cerchi e ovali che ancora trattengono le sfumature scure dell’epoca. La suola, consumata leggermente sul bordo, mostra l’attenzione e la cura dedicate a oggetti destinati non solo al bisogno, ma anche al piacere dell’occhio.

Una perdita quotidiana

Per gli studiosi non è difficile immaginare il gesto improvviso: una pulizia frettolosa, un movimento sbagliato, la sandalo che scivola e si perde nel buio del pozzo. Non una grande storia, forse solo una seccatura per chi la indossava. Eppure, questo piccolo incidente, rimasto invisibile per secoli, apre ora un varco autentico sulla vita domestica e la cura delle cose.

Segni di benessere e varietà culturale

Non c’è solo la sandalo: insieme a essa vengono alla luce ceramiche, semi, noci, un anello di metallo, collane e perle. Ogni oggetto racconta di una comunità abituata a circondarsi di materiali raffinati, di scelte che parlano di gusto e stabilità economica. Lo spazio domestico romano, sotto la superficie, rivela schegge di una quotidianità che sfugge ai manuali, fatta di gesti semplici e scoperte improvvise.

Un paesaggio archeologico che si rinnova

Il ritrovamento della sandalo in un centro che un tempo fu anche sede di scambi amministrativi e di opere di intellettuali come Tolomeo getta nuova luce su quanto ancora resta da scoprire sulle città romane della penisola iberica. Le tracce materiali intrecciano il racconto scritto e quello tramandato solo dai silenzi delle cose sepolte.

La storia della sandalo, così come si presenta ora, non è fatta di grandi conquiste né di nomi famosi. Ma proprio per questo riesce a restituire un frammento di umanità concreta, lasciata andare per caso e custodita dal sottosuolo fino a oggi, quando basta uno sguardo o una carezza nel fango a riaprire, senza enfasi, la porta del passato.

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Appassionata di scrittura e di storie, ho 42 anni e mi diletta come giornalista amatoriale, esplorando temi di attualità e cultura con curiosità e entusiasmo.

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