Pilates: Criss Cross, un esercizio trascurato che massimizza il dispendio energetico degli obliqui
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Pilates: Criss Cross, un esercizio trascurato che massimizza il dispendio energetico degli obliqui

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- 26 Gennaio 2026

Tappeto steso in soggiorno, luce filtrata dalla finestra. I piedi sollevati qualche centimetro da terra, un respiro profondo che accompagna il gesto. Da fuori, sembra quasi un movimento da poco: il busto che si torce, le gambe che restano sospese. Eppure, chi prova il Criss Cross nel Pilates sente subito quanto possa sorprendere per intensità. Una sequenza che svela lentamente le sue vere ambizioni: affinare la silhouette, accendere la spesa energetica, e coinvolgere muscoli spesso dimenticati.

Una torsione che non concede distrazioni

Posizionarsi sul tappetino, mani dietro la testa, sguardo verso le ginocchia. Il Criss Cross prende vita nella semplicità di un’azione controllata: il gomito che cerca il ginocchio opposto, la rotazione che parte dalla gabbia toracica. Non c’è spazio per movimenti bruschi, né per slanci fatti di forza superficiale. Qui, il lavoro trova casa nel centro del corpo.

Quando le gambe restano sollevate, il corpo si organizza intorno a un equilibrio nuovo. Ogni torsione accompagna il fiato, la muscolatura addominale si attiva per intero. Si percepisce una sensazione netta, quasi come volersi spremere delicatamente, immaginando il core come un panno da strizzare con attenzione.

Un esercizio che moltiplica il dispendio energetico

Rispetto agli esercizi più statici, il Criss Cross costringe a tenere tutto sotto controllo: busto in rotazione, gambe in sospensione, respiro che scandisce i tempi. Questa combinazione fa sì che la spesa energetica aumenti. Si sente sulle fibre profonde, quelle che raramente lavorano con queste intensità.

A differenza dei crunch tradizionali, qui non basta semplicemente alzare e abbassare. Serve fluidità, alternanza, una relazione quasi istintiva tra attività muscolare e ossigeno che entra ed esce. Il torsolare continua, lato dopo lato, mentre la zona laterale dell’addome — gli obliqui — comincia a reclamare la propria presenza.

Benefici che si riflettono nello specchio

Chi inserisce con costanza il Criss Cross nella propria routine nota ben presto segni tangibili: vita più definita, postura centrale rafforzata e una nuova percezione della stabilità quando ci si muove. Non è solo estetica — anche se il punto vita si affina — ma una questione di presenza fisica, di capacità di gestire meglio il proprio corpo nello spazio.

Da fuori, talvolta, si sottovaluta la potenza di questo esercizio. Aggiungerlo al repertorio del Pilates cambia però l’approccio all’allenamento stesso: si lavora sulla qualità prima che sulla quantità, con attenzione alle sensazioni che nascono dai dettagli. Il criss cross non fa rumore, ma lascia il segno.

La forza della precisione e della costanza

Ogni torsione efficace nasce da un controllo capillare: la respirazione accompagna l’azione, i muscoli profondi stabilizzano, il bacino resta saldo. Non sono le braccia a guidare la rotazione, ma il tronco che si muove compatto, quasi come se l’intero corpo ruotasse attorno all’asse centrale.

Nel tempo, ripetere il Criss Cross trasforma anche la consapevolezza. Il movimento si fa più preciso, la fatica si distribuisce in maniera più equilibrata. L’obiettivo – tonificare il centro e rendere tutti i movimenti più leggeri e sicuri – non sembra poi così lontano. Bastano costanza e una presenza reale sul tappetino.

Chiude il tappetino, resta la sensazione

Al termine della sequenza, ci si rialza con la netta percezione di aver lavorato davvero. Un esercizio che non urla, ma che lavora in profondità. Nel silenzio della stanza o tra le chiacchiere di una lezione condivisa, il Criss Cross dimostra, una volta di più, che sono spesso i dettagli a fare la differenza nella cura del proprio corpo.

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Appassionata di scrittura e di storie, ho 42 anni e mi diletta come giornalista amatoriale, esplorando temi di attualità e cultura con curiosità e entusiasmo.

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